Un solo passo falso in materia di salute e sicurezza sul lavoro può costare alle aziende la perdita di benefici contributivi e agevolazioni normative fondamentali. Con il recente Decreto n. 78 del 22 giugno 2026, infatti, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha completato il percorso avviato con la Legge 296/2006, definendo in modo preciso le violazioni che bloccano in automatico l’accesso agli sgravi economici.
Non si tratta solo di adempiere ad un obbligo di legge, ma di proteggere la sostenibilità finanziaria dell’impresa: la regolarità contributiva (DURC) e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono oggi requisiti essenziali per continuare a beneficiare delle agevolazioni pubbliche. In presenza di provvedimenti definitivi, come sentenze passate in giudicato o ordinanze-ingiunzione irrevocabili, si attiva invece l’esclusione dai benefici.
Il Decreto chiarisce però una tutela importante: le cause ostative non sussistono qualora il procedimento penale si sia estinto per prescrizione obbligatoria o a seguito di oblazione, nei termini previsti dalla normativa vigente. Quali sono le inosservanze che mettono a rischio gli incentivi aziendali e quanto può durare il blocco degli sgravi?
Le violazioni previste dal Decreto e i periodi di esclusione
Il Decreto 78/2026 introduce una scala di sanzioni temporali che varia in base alla gravità dell’illecito. Le fattispecie più gravi comportano un’esclusione di 24 mesi, come nel caso della rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, dell’omicidio colposo in ambito lavorativo e dell’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Per le lesioni personali colpose gravi o gravissime il periodo scende a 18 mesi, mentre per specifiche e gravi violazioni del D.Lgs. 81/2008 e per alcune norme di sicurezza nelle lavorazioni in sotterraneo e in galleria si arriva a 12 mesi. Sono poi previste ulteriori esclusioni, tra le quali:
- 8 mesi per violazioni relative all’impiego di lavoratori stranieri;
- 6 mesi per lavoro irregolare e per attività nei cantieri senza patente a crediti o con punteggio inferiore alla soglia minima;
- 3 mesi per violazioni in materia di orario di lavoro e riposi, se riferite ad almeno il 20% della manodopera regolarmente impiegata;
- 3 mesi anche per ogni altra violazione penale in materia di lavoro, legislazione sociale e sicurezza sul lavoro.
Sicurezza e conformità: elementi chiave per gli incentivi economici
Il nuovo Decreto rafforza un principio ormai centrale per il mondo imprenditoriale: la conformità in materia di lavoro e sicurezza è una condizione essenziale per proteggere sgravi e vantaggi economici. Una violazione definitiva può infatti produrre effetti che vanno ben oltre la sanzione amministrativa o penale, impedendo per mesi l’accesso ai benefici collegati ai rapporti di lavoro.
Per questo motivo, investire nella prevenzione, nel controllo e nell’aggiornamento continuo significa tutelare non solo la regolarità aziendale, ma anche la redditività e la competitività dell’impresa. In Sustain Tech Hub affianchiamo i datori di lavoro per garantire una gestione preventiva e strutturata di questi aspetti, permettendo di ridurre il rischio e salvaguardare le opportunità per le aziende, trasformando la compliance HS&E in un vero strumento di tutela finanziaria.

